Una storia che ha radici profonde

A rigore, nel territorio ferrarese è mancata storicamente un’articolazione organizzativa per Rioni e/o Borghi, riscontrabile invece in altri contesti politici.

L’autocrazia signorile, caratteristica peculiare della dinastia Estense, scoraggiò, anzi, impedì  ogni forma di micropotere territoriale tale da poter costituire una possibile fonte di futuro pericolo. I vari quartieri non godevano quindi d’alcuna autonomia: consistevano quasi sempre in mere aggregazioni amministrative ricollegate alle 56 Parrocchie, che svolgevano compiti sia istituzionali di culto, sia di tipo civile (registrazione anagrafica dei residenti).

A questo punto può sorgere l’interrogativo: perché oggi parliamo di Contrade?

L’equivoco è facilmente spiegabile: le Contrade odierne non provengono da un quasi  millenario passato, senza soluzione di continuità, tramandando ritualità, strutture, simboli  e confini sanciti dalla tradizione. Esse sono nate appena negli anni Trenta dello scorso secolo, ad opera dello storico Guido Angelo Facchini e in funzione specifica di rievocazione delle corse al Palio.

Già, il Palio. Al contrario delle Contrade, questo esisteva davvero, sin dall’epoca di Azzo VII Novello d’Este, e costituiva un momento cruciale nel contesto sociale della città.  Ma non era, evidentemente, il Palio moderno.

Il Palio moderno

La struttura attuale risale al 1968, al momento della meritoria riesumazione del Palio da parte di Nino Franco Visentini.

Non è questo il luogo per ripercorrere i nostri travagliati esordi, ricchi assai più d’entusiasmo che di mezzi e di certezze: è però doveroso commemorare le due persone che hanno segnato la nascita e lo sviluppo della Contrada nei suoi primi vent’anni: Natalino Accorsi, fondatore, anima e animatore del gruppo, e Bruno Carrieri, appassionato ricercatore storico e coscienza critica.

La Contrada oggi è sempre più un luogo di aggregazione che va al di là delle generazioni, dei ceti sociali e delle scelte individuali: essa mira a conglobare persone che, nel mutuo rispetto, collaborano nel quotidiano alla gestione dell’ambiente, con un intendimento finale che si può così riassumere: vincere al Palio.

Per conseguire questo non facile intento si incanalano le migliori energie dei Contradaioli, suddivisi in nuclei operativi addetti ai più svariati incarichi: pulizie, cucina, sartoria, atleti (sbandieratori, musici), selezione dei campioni, attività di ricerca storica e di diffusione di notizie a mezzo stampa. La struttura assume infine una propria veste gerarchica in un Consiglio Direttivo eletto dall’Assemblea.